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Mielopatia Degenerativa nel Pastore Tedesco: Sintomi, Test e Prognosi

La mielopatia degenerativa nel Pastore Tedesco è una patologia
neurologica progressiva che interessa il midollo spinale e può determinare,
nel tempo, una crescente difficoltà nel controllo degli arti posteriori.

Si tratta di una condizione particolarmente importante da conoscere perché
il Pastore Tedesco è una delle razze nelle quali è stata maggiormente studiata.
I primi segnali possono essere inizialmente lievi e facilmente confusi con
problemi ortopedici, artrosi o altre patologie della colonna vertebrale.

La malattia tende generalmente a manifestarsi in cani adulti o anziani e
presenta un’evoluzione progressiva. Non provoca tipicamente dolore nelle
fasi iniziali, ma determina una perdita graduale della coordinazione e della
forza degli arti posteriori.

Oggi esistono anche test genetici relativi al gene SOD1,
utilizzati soprattutto nell’ambito della selezione riproduttiva. Il risultato
genetico, tuttavia, non equivale automaticamente a una diagnosi clinica:
indica una predisposizione genetica e deve essere interpretato correttamente.

Che cos’è la mielopatia degenerativa?

La mielopatia degenerativa è una malattia neurologica progressiva che
interessa il midollo spinale.

Nel corso della malattia vengono progressivamente compromesse alcune fibre
nervose responsabili della trasmissione degli impulsi tra cervello, midollo
spinale e arti.

Il risultato è una perdita crescente della capacità del cane di controllare
correttamente soprattutto le zampe posteriori.

La patologia presenta alcune caratteristiche che hanno portato a studiarla
anche in relazione ad altre malattie neurodegenerative, ma nel cane mantiene
caratteristiche proprie e richiede una valutazione veterinaria specifica.

Perché la mielopatia degenerativa è importante nel Pastore Tedesco?

Il Pastore Tedesco è storicamente una delle razze maggiormente associate
alla mielopatia degenerativa e proprio su questa razza sono stati condotti
numerosi studi.

Questo non significa che ogni Pastore Tedesco svilupperà la malattia.
La maggior parte dei cani non manifesta necessariamente la patologia durante
la propria vita.

La presenza di una predisposizione genetica ha però reso importante
l’introduzione di strumenti di screening da utilizzare all’interno di programmi
di selezione responsabile.

Per un allevatore, conoscere lo stato genetico dei riproduttori può quindi
rappresentare un’informazione utile da affiancare agli altri controlli sanitari,
alla genealogia, alla morfologia e al carattere.

A che età compare la mielopatia degenerativa?

La mielopatia degenerativa tende generalmente a manifestarsi in
cani adulti o anziani, spesso dopo diversi anni di vita.

Non è quindi una patologia che tipicamente si manifesta nel cucciolo durante
i primi mesi di crescita.

L’età di comparsa può variare notevolmente da soggetto a soggetto e alcuni
cani geneticamente predisposti possono non sviluppare mai sintomi clinici.

Proprio questo aspetto è fondamentale per comprendere la differenza tra
predisposizione genetica e presenza effettiva della malattia.

Quali sono i primi sintomi della mielopatia nel Pastore Tedesco?

I primi segnali possono essere molto discreti.

Il proprietario può inizialmente notare che il cane trascina leggermente
una zampa posteriore oppure che le unghie posteriori si consumano in maniera
insolita a causa dello sfregamento sul terreno.

Un altro segnale frequente è la perdita di coordinazione degli arti posteriori,
tecnicamente definita atassia propriocettiva.

Tra i sintomi iniziali possono comparire:

  • difficoltà nel coordinare le zampe posteriori;
  • andatura incerta o ondeggiante;
  • trascinamento delle dita posteriori;
  • consumo anomalo delle unghie;
  • incrocio delle zampe durante la camminata;
  • difficoltà ad alzarsi;
  • riduzione della forza negli arti posteriori;
  • maggiore difficoltà su pavimenti lisci;
  • perdita progressiva dell’equilibrio.

Questi sintomi non sono esclusivi della mielopatia degenerativa e possono
essere provocati anche da numerose altre patologie neurologiche o ortopediche.

La mielopatia degenerativa provoca dolore?

Una caratteristica importante della mielopatia degenerativa è che
non viene generalmente considerata una malattia dolorosa nelle sue
fasi iniziali
.

Questo elemento può aiutare il veterinario nel percorso diagnostico, ma non
è sufficiente per distinguere la patologia da altre condizioni.

Un cane anziano può infatti soffrire contemporaneamente di mielopatia,
artrosi, displasia, problemi vertebrali o altre condizioni dolorose.

La presenza di dolore importante può quindi suggerire la necessità di
approfondire anche altre possibili cause.

Come progredisce la mielopatia degenerativa?

La malattia presenta generalmente un andamento progressivo.

Nelle prime fasi possono comparire soltanto lieve instabilità e trascinamento
occasionale delle zampe posteriori.

Con il passare del tempo la debolezza aumenta e il cane può avere sempre
maggiori difficoltà nel sostenere il proprio peso.

L’evoluzione può portare a:

  • perdita progressiva della coordinazione;
  • debolezza marcata degli arti posteriori;
  • difficoltà crescente a stare in piedi;
  • necessità di assistenza durante la deambulazione;
  • perdita della capacità di camminare autonomamente;
  • nei casi più avanzati, coinvolgimento di ulteriori funzioni neurologiche.

La velocità di progressione non è identica in tutti i soggetti.

Mielopatia degenerativa e gene SOD1

Uno dei principali progressi nello studio della mielopatia degenerativa
è stata l’identificazione di una correlazione con varianti del
gene SOD1.

Questo ha permesso lo sviluppo di test genetici che possono essere eseguiti
attraverso campioni biologici come sangue o tampone buccale, a seconda
del laboratorio utilizzato.

Il test può classificare il cane, in termini semplificati, come soggetto
privo della variante considerata, portatore oppure geneticamente a rischio.

È però fondamentale non interpretare il risultato in maniera semplicistica.

Un cane con un risultato genetico associato a maggiore rischio
non svilupperà necessariamente la mielopatia degenerativa.
La penetranza della mutazione non è completa e altri fattori possono influire
sulla comparsa della malattia.

Cosa significa N/N, N/DM e DM/DM?

Nei test genetici per la mielopatia degenerativa si possono incontrare
differenti sigle a seconda del laboratorio.

Una rappresentazione comunemente utilizzata distingue:

RisultatoSignificato generale
N/NIl cane non presenta la variante genetica testata associata alla
mielopatia degenerativa.
N/DMIl cane possiede una copia della variante genetica e viene generalmente
classificato come portatore.
DM/DMIl cane possiede due copie della variante associata a un maggiore
rischio di sviluppare la malattia.

Anche in questo caso, DM/DM non significa automaticamente cane malato.
Si tratta di un’indicazione genetica di rischio e non di una diagnosi clinica.

Un cane portatore può sviluppare la malattia?

La genetica della mielopatia degenerativa non deve essere interpretata
esclusivamente in termini di “malato” o “sano”.

Il test permette di individuare una variante associata al rischio, ma la
comparsa effettiva della malattia dipende da meccanismi più complessi.

In generale i soggetti con due copie della variante vengono considerati
maggiormente predisposti rispetto ai portatori di una singola copia.

La valutazione di un cane destinato alla riproduzione deve quindi essere
effettuata in maniera complessiva e non basandosi su un singolo dato genetico.

Il test genetico permette di diagnosticare la mielopatia?

No.

Questo è uno degli aspetti più importanti da chiarire.

Il test genetico può indicare una predisposizione, ma non dimostra da solo
che un cane con difficoltà motorie sia affetto da mielopatia degenerativa.

Un Pastore Tedesco anziano con debolezza degli arti posteriori potrebbe
avere numerose altre condizioni, alcune delle quali potenzialmente trattabili.

È quindi scorretto attribuire automaticamente ogni problema neurologico
alla mielopatia soltanto perché il cane possiede una determinata variante
genetica.

Come viene diagnosticata la mielopatia degenerativa?

La diagnosi clinica può essere complessa.

Non esiste un singolo esame semplice che, nel cane vivo, permetta sempre
di confermare con assoluta certezza la presenza della mielopatia degenerativa.

Il veterinario parte generalmente da una visita neurologica completa,
valutando:

  • andatura;
  • coordinazione;
  • riflessi;
  • propriocezione;
  • forza degli arti;
  • presenza o assenza di dolore;
  • progressione dei sintomi.

Successivamente possono essere necessari ulteriori esami per escludere
altre patologie.

Perché la diagnosi è spesso una diagnosi di esclusione?

Molti disturbi possono provocare sintomi simili alla mielopatia degenerativa.

Per questo motivo il percorso diagnostico serve soprattutto a escludere
altre possibili cause della debolezza degli arti posteriori.

Tra le condizioni da prendere in considerazione possono esserci:

  • ernie o protrusioni discali;
  • stenosi della colonna vertebrale;
  • patologie lombosacrali;
  • compressioni del midollo spinale;
  • tumori;
  • infiammazioni;
  • traumi;
  • patologie ortopediche;
  • problemi articolari degli arti posteriori.

Alcune di queste condizioni possono richiedere trattamenti specifici,
motivo per cui è importante non fermarsi a una diagnosi presunta.

Quali esami possono essere necessari?

Gli esami vengono scelti dal veterinario in base ai sintomi e al quadro clinico.

Possono comprendere radiografie, analisi di laboratorio ed esami di diagnostica
per immagini più avanzati come risonanza magnetica o tomografia
computerizzata
.

In alcuni casi possono essere effettuate anche ulteriori indagini neurologiche.

Lo scopo principale è identificare oppure escludere condizioni che possano
spiegare i sintomi del cane.

Mielopatia o displasia dell’anca?

Nel Pastore Tedesco la difficoltà degli arti posteriori viene spesso
immediatamente associata alla displasia dell’anca.

Le due condizioni sono però completamente diverse.

La displasia dell’anca è una patologia ortopedica che interessa
l’articolazione dell’anca, mentre la mielopatia degenerativa
è una patologia neurologica che interessa il midollo spinale.

Inoltre possono coesistere nello stesso cane.

Per questo l’osservazione dell’andatura, da sola, non permette sempre di
stabilire l’origine del problema.

Mielopatia o artrosi?

Anche l’artrosi può determinare difficoltà nel movimento, rigidità e
riduzione dell’attività fisica.

Un elemento distintivo è che l’artrosi è spesso associata a dolore articolare,
mentre la mielopatia degenerativa tende inizialmente a provocare soprattutto
deficit neurologici e perdita di coordinazione.

Tuttavia, un cane anziano può soffrire contemporaneamente di entrambe
le condizioni.

La visita veterinaria rimane quindi essenziale per distinguere i diversi
problemi.

Esiste una cura per la mielopatia degenerativa?

Attualmente non esiste una terapia in grado di
guarire definitivamente la mielopatia degenerativa o
interromperne con certezza la progressione.

La gestione è quindi principalmente finalizzata a mantenere il più a lungo
possibile mobilità, forza muscolare, autonomia e qualità di vita.

Il programma deve essere personalizzato dal veterinario in base alle condizioni
del cane e all’andamento della malattia.

Fisioterapia e attività fisica possono aiutare?

Una corretta attività fisica può avere un ruolo importante nel mantenere
tono muscolare, mobilità e coordinazione.

La fisioterapia veterinaria può includere esercizi controllati e programmi
specifici adattati alla capacità motoria del cane.

In alcuni casi può essere utilizzata anche l’idroterapia, perché l’acqua
permette al cane di muovere gli arti riducendo parte del carico corporeo.

L’attività deve però essere adattata alla fase della malattia.
Un cane con deficit neurologici importanti non dovrebbe essere sottoposto
autonomamente a esercizi troppo impegnativi.

Perché è importante mantenere il cane magro?

Il peso corporeo rappresenta un fattore particolarmente importante nella
gestione di un cane con difficoltà motorie.

Un eccesso di peso aumenta lo sforzo richiesto agli arti posteriori e rende
ancora più difficile al cane sostenersi e muoversi.

Mantenere una buona condizione corporea contribuisce quindi a ridurre
il carico meccanico e facilita il lavoro dei muscoli ancora funzionanti.

Come aiutare un Pastore Tedesco con mielopatia in casa

Con il progredire della malattia può essere utile adattare alcuni aspetti
dell’ambiente domestico.

I pavimenti particolarmente scivolosi possono rendere molto più difficile
il movimento di un cane con ridotta coordinazione.

Possono essere utili:

  • tappeti o superfici antiscivolo;
  • rampe per evitare gradini difficili;
  • pettorine di supporto;
  • imbragature posteriori;
  • protezione delle zampe dallo sfregamento;
  • zone di riposo facilmente accessibili.

Nei casi più avanzati esistono anche carrellini ortopedici che possono
permettere ad alcuni cani di mantenere una certa autonomia durante
le passeggiate.

È importante controllare le zampe posteriori?

Sì.

Quando il cane inizia a trascinare le dita, il dorso delle zampe può
sfregare frequentemente contro il terreno.

Questo può provocare abrasioni, lesioni della cute e consumo delle unghie.

È quindi utile controllare periodicamente zampe e unghie e chiedere al
veterinario come proteggerle se lo sfregamento diventa frequente.

La mielopatia degenerativa può essere prevenuta?

Dal punto di vista del singolo cane non esiste una strategia ambientale
capace di garantire che la malattia non comparirà.

Il principale strumento disponibile riguarda soprattutto la
selezione genetica.

Attraverso i test è possibile conoscere lo stato genetico dei soggetti
destinati alla riproduzione e programmare gli accoppiamenti in maniera
più consapevole.

Questo non significa necessariamente eliminare automaticamente dalla
riproduzione qualunque soggetto portatore.

Una selezione troppo drastica basata su un singolo gene potrebbe ridurre
inutilmente la diversità genetica della popolazione.

L’obiettivo dovrebbe essere programmare gli accoppiamenti in maniera tale
da ridurre progressivamente il rischio senza ignorare gli altri aspetti
fondamentali della selezione.

Perché il test genetico è utile in allevamento?

In allevamento, il test permette di conoscere una caratteristica che
altrimenti potrebbe rimanere completamente invisibile.

Un Pastore Tedesco giovane, sano e perfettamente attivo può infatti essere
portatore della variante genetica senza mostrare alcun sintomo.

Sapere se un riproduttore è geneticamente libero, portatore oppure a rischio
permette di scegliere con maggiore consapevolezza il partner riproduttivo.

È quindi uno strumento di selezione, non un giudizio complessivo sul valore
di un cane.

Un portatore di mielopatia può essere utilizzato in riproduzione?

La risposta non dovrebbe essere ridotta a un semplice sì o no.

La gestione genetica di una razza richiede di considerare molti elementi:
genealogia, salute generale, carattere, morfologia e diversità genetica.

Un soggetto portatore può, in alcuni programmi di selezione, essere accoppiato
con un soggetto geneticamente libero in modo da evitare la produzione di
cuccioli geneticamente a rischio per due copie della variante.

La strategia riproduttiva deve comunque essere impostata attraverso criteri
di selezione responsabili e facendo riferimento alle linee guida veterinarie
e cinofile applicabili.

Un cucciolo può essere testato geneticamente?

Sì. Essendo un test basato sul DNA, lo stato genetico non cambia nel corso
della vita.

Un cane può quindi essere testato anche quando è giovane.

Il risultato indica però soltanto il suo profilo genetico rispetto alla
variante analizzata e non permette di prevedere con certezza se in futuro
svilupperà sintomi.

Un Pastore Tedesco DM/DM svilupperà sicuramente la mielopatia?

No.

Il risultato genetico associato a due copie della variante indica un
rischio maggiore, ma non rappresenta una certezza assoluta.

Esistono soggetti geneticamente predisposti che raggiungono età avanzate
senza sviluppare una mielopatia clinicamente evidente.

Questa differenza è uno dei motivi per cui il test deve essere interpretato
correttamente e non utilizzato come unico strumento diagnostico.

Quanto vive un cane con mielopatia degenerativa?

Non esiste un tempo di sopravvivenza identico per tutti i cani.

L’evoluzione varia in funzione della velocità di progressione della malattia,
dell’età, delle condizioni generali e della presenza di eventuali altre
patologie.

Uno degli aspetti più importanti diventa quindi la valutazione della
qualità di vita.

Il veterinario può aiutare la famiglia a valutare mobilità, autonomia,
capacità di svolgere le normali attività quotidiane e benessere complessivo.

Qualità di vita e gestione del cane anziano

La diagnosi di una patologia progressiva può essere difficile da affrontare,
ma nelle fasi iniziali molti cani possono mantenere interesse per le passeggiate,
appetito, interazione con la famiglia e una buona qualità di vita.

Con l’avanzare della malattia è importante adattare progressivamente
l’ambiente e le attività.

L’obiettivo non è costringere il cane a mantenere prestazioni che non è più
in grado di sostenere, ma permettergli di conservare il maggior grado
possibile di autonomia e benessere.

La salute genetica nella selezione del Pastore Tedesco

Oggi la selezione di una razza non può limitarsi esclusivamente all’aspetto
estetico.

Il Pastore Tedesco deve mantenere equilibrio caratteriale, funzionalità,
struttura corretta e salute.

I test genetici disponibili rappresentano strumenti aggiuntivi che permettono
agli allevatori di conoscere meglio i propri soggetti e programmare gli
accoppiamenti con maggiore consapevolezza.

La mielopatia degenerativa è un ottimo esempio di come genetica e selezione
moderna possano essere utilizzate per cercare di ridurre progressivamente
il rischio di determinate patologie senza perdere di vista l’insieme
delle caratteristiche della razza.

Domande frequenti sulla mielopatia degenerativa del Pastore Tedesco

Quali sono i primi sintomi della mielopatia degenerativa?

I primi segnali possono includere perdita di coordinazione degli arti posteriori,
trascinamento delle dita, consumo anomalo delle unghie, andatura instabile
e crescente difficoltà ad alzarsi.

La mielopatia degenerativa è dolorosa?

Nelle fasi iniziali non viene generalmente considerata una patologia dolorosa.
Un cane può però soffrire contemporaneamente di altre condizioni dolorose,
come artrosi o problemi vertebrali.

La mielopatia degenerativa è ereditaria?

Esiste una componente genetica importante e alcune varianti del gene SOD1
sono associate a una maggiore predisposizione alla malattia.

Il test SOD1 dice se il cane è malato?

No. Il test genetico indica la presenza o assenza di specifiche varianti
associate al rischio, ma non costituisce da solo una diagnosi di mielopatia
degenerativa.

Cosa significa che un cane è portatore?

Significa generalmente che possiede una sola copia della variante genetica
analizzata. Questa informazione è particolarmente utile nella programmazione
degli accoppiamenti.

Un cane DM/DM svilupperà sicuramente la malattia?

No. La presenza di due copie della variante è associata a un rischio maggiore,
ma non tutti i soggetti geneticamente predisposti sviluppano necessariamente
sintomi clinici.

Come si diagnostica la mielopatia degenerativa?

Il veterinario effettua una visita neurologica e può richiedere ulteriori
esami per escludere altre patologie della colonna vertebrale, del sistema
nervoso o dell’apparato locomotore.

Esiste una cura?

Attualmente non esiste una terapia capace di guarire definitivamente la
mielopatia degenerativa. La gestione punta soprattutto a mantenere mobilità,
tono muscolare e qualità di vita il più a lungo possibile.

La fisioterapia può essere utile?

Può contribuire al mantenimento della mobilità e della muscolatura,
purché il programma sia impostato in maniera appropriata alle condizioni
del cane.

La mielopatia è la stessa cosa della displasia dell’anca?

No. La mielopatia degenerativa è una patologia neurologica del midollo
spinale, mentre la displasia dell’anca è una patologia ortopedica
dell’articolazione coxo-femorale.

Scegliere un Pastore Tedesco partendo anche dalla salute

Chi decide di accogliere un Pastore Tedesco dovrebbe informarsi non soltanto
sull’aspetto e sul carattere del cucciolo, ma anche sul lavoro di selezione
svolto sulle generazioni precedenti.

Nessun test può garantire che un cane non svilupperà mai alcuna patologia,
ma conoscere le informazioni sanitarie e genetiche dei riproduttori permette
di effettuare scelte più consapevoli.

Presso l’Allevamento I Lupi dell’Appennino, la selezione del
Pastore Tedesco viene portata avanti attraverso oltre 30 anni di esperienza,
considerando genealogia, salute, caratteristiche morfologiche e temperamento.

Per informazioni sulle nostre cucciolate e sul lavoro di selezione puoi
contattarci direttamente.

Telefono e WhatsApp: 338 837 5314
Sede: Via Cà dei Sospiri, 67 – Monteacuto Vallese (BO)
Orari: tutti i giorni dalle 09:00 alle 12:30 e dalle 14:00 alle 20:00.

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